Albergo a Treviso, costruzione 17° secolo, villa di lusso

Saranno Famosi
16.11.2013

Saranno Famosi.
i grandi vinaioli del domani

Un viaggio alla scoperta di sconosciuti talenti che saranno i grandi Chef de cave di domani in esclusiva per voi a La Corte di Villa Abbazia

PROSSIMO APPUNTAMENTO :

Per informazioni e prenotazioni (posti limitati) alla presente proposta potete telefonare al  numero 0438 971761 oppure inviare una mail a:info@hotelabbazia.it

PROGRAMMAZIONE 2014: MAULE, FON, TAVKAR ( CARSO )  GIORGIO CLAI ( CROAZIA ) VERTICALE SASSICAIA, LA LA VIE EN  ROSE ( champagne rose' ) FERRARI REASLING ...OLTRE LE ALPI

EVENTO PASSATO

Dona' Noir un grande Pinot nero del Sud Tirolo  in verticale
La Storia di Dona Harmann Il DoloMITICO:

Hartmann Dona' giovane dal curriculum eccezionale con capacità da vendere e un radioso futuro davanti. Hartmann ha alle spalle una storia che sembra antica, fatta di impegno e priva di clamori o eccessi di protagonismo. Con abnegazione e perseveranza, s'è guadagnato i galloni sul campo, brillando per costanza ed equilibrio. Nel corso degli anni ha cesellato la propria personalità, incastrando tasselli fatti di competenza ed esperienza, forgiando uno stile teso ed autonomo. Il suo biglietto da visita è la vigna, la ricerca della qualità, un fare enologico concreto e fine. I viaggi, le consulenze e la continua voglia di crescita non lo allontanano moralmente dal suo Sud Tirolo, e la voglia di portare avanti - sempre con maggiore puntualità - i progetti personali, è solo sintomo di un legame moderno col territorio.Quello che ti colpisce quando Hartmann parla della sua terra è il suo amore per le viti. Cose quasi vecchie, dal sapore antico, dai trenta ai cinquant'anni. Pinot nero, soprattutto. Ma anche schiava, pinot bianco, chardonnay, lagrein.
Tutti a Merano. Pochi ettari, rese bassissime, quindicimila bottiglie. Per rendere l'idea.Ti guarda negli occhi e ti dice che non gli pesa lavorarle da solo per cinque o sei settimane, nonostante freddo e neve. Da lì la mente trae l'energia sufficiente per affrontare l'anno successivo.Ti stupisce anche il fatto che in così poco tempo il risultato del suo lavoro sia chiaro e definito. Perchè no, Hartmann non segue le sue vigne da sempre, anzi. Dopo enologia ci sono voluti più di dieci anni da Terlano, cantina di numeri e di eccellenze a pochi chilometri da casa, prima di decidere di smettere di vendere le uve ad altri e di intraprendere la doppia attivita' di enologo imprenditore vinicolo.
Il pinot nero il gioello di famiglia, la prima annata prodotta 2000 che anno dopo anno diventa sempre piu' importante, un vino dalla  bevuta impattante, di enorme carattere, capace di coniugare complessità, intensità, eleganza. Sul lungo periodo è capace di emergere in finezze, in sensazioni sottili, a donare profondità.
E' cantina (e cantiniere) di cui si sentirà parlare sempre di più.
Sicuro.

Un occasione da non perdere  per riscoprire il piacere di una serata di grande livello enologico ma anche  per vivere una vera ed unica esperienza quella di conoscere la storia di un vino destinato a diventare una realta' importante nel panorama enologico italiano in un futuro prossimo,una verticale di assaggi per capire come una promessa  nel panorama  dei vini d'Italia interpreta, anno dopo anno, lo spettacolo mutevole della natura

Una occasione anche per conoscere lo Chef de cuisine Ivano Mestriner, il piu' giovane chef trevigiano ad ottenere l' ambita Stella Michelin, che nei suoi piatti, appositamente preparati per accompagnare questo grande vino, esprime  passione concretezza  ed originalità,.
Vista l'intimità del nostro ristorante e trattandosi di una manifestazione esclusiva, il numero dei posti è volutamente limitato. Costo della serata per persona Euro 88,00

La storia del vitigno

 
Originario presumibilmente della Borgogna e capostipite della famiglia dei pinot, da lui sono derivati il pinot grigio e il bianco, deve probabilmente il suo nome alla caratteristica forma a pigna del grappolo maturo. È il vitigno più antico in assoluto, prodotto di uno dei primi interventi dell'uomo sulla vite selvatica; già nel primo secolo avanti Cristo, epoca in cui i Romani si spinsero in Gallia, Plinio, grande storico romano, parla della "vitis allobrogica" coltivata in Borgogna. Da recenti studi condotti presso la facoltà di agraria del'Università di Vienna è emersa la presunta provenienza del Pinot nero dall'incrocio di un vitigno di Meunier e Traminer aromatico. In Italia i primi riferimenti a vitigni simili al Pinot risalgono al 1500 (Pineolo, Pignolo gentile, Pignolo grappolato) coltivati sulle colline piacentine e pavesi.
Il Pinot nero come lo conosciamo noi è coltivato in Italia dalla metà del 1800 e deriva da selezioni francesi. Esiste in centinaia di sottovarietà e di cloni; alcuni adatti alla produzione di vini rossi; altri, dalla buccia più sottile, più adatti alla vinificazione in bianco. Ha un carattere comportamentale variabile, che lo fa interagire con l'ambiente che lo ospita in modo a volte imprevedibile. È quindi fondamentale, per questo vitigno, la scelta ottimale sia della zona che del terreno di coltivazione. Si tratta di uno dei vitigni a bacca rossa più pregiati e difficili al mondo, nel suo habitat naturale la Borgogna dà ancora oggi vini insuperati per fascino ed eleganza. È una pianta che chiede molto, sia al viticoltore che al vinificatore, non dà risultati regolari, ha bisogno di climi relativamente freddi, con buona escursione termica giorno/notte e, quando le condizioni e la qualità dei terreni lo permettono (predilige quelli calcarei), è in grado di offrire vini di rara bellezza. Per questo motivo è stato impiantato in quasi tutte le regioni vinicole del mondo, ad eccezione di quelle con climi caldi che produrrebbero vini "cotti", privi delle caratteristiche che hanno reso tanto famoso il Pinot Noir. In Francia ne sono stati riconosciuti ufficialmente ben 46 cloni.

I tesori di Famiglia di Massimo Piccin

La Storia: Tra le vigne della Costa degli Etruschi.
Dove le colline verdi della Toscana incontrano il mar Tirreno, a due passi dalla via per Bolgheri, fiancheggiata dai cipressi che Giosuè Carducci celebrò nei suoi versi nostalgici. Qui, sulla strada del vino della "Costa degli Etruschi", sorge Podere Sapaio  in una campagna dove le paludi malsane di un tempo hanno lasciato posto a vitigni rigogliosi, ulivi e macchia mediterranea. Questa terra con il suo suolo ricco e l'aria mite ha smentito la convinzione di chi considerava solo il Chianti la zona del vino per eccellenza in Toscana.

Nel 1999 Massimo Piccin aiutato dal padre  volle concretizzare qui il proprio sogno di una realtà nuova nel panorama vinicolo italiano, caratterizzata dal rispetto per l'unicità del territorio, raccolta fatta a mano, vinificazione e affinamento individuale per le uve di ogni vigneto. Un esempio di questa filosofia di lavoro è quello delle "balie da vino": Podere Sapaio per stile  affida il primo processo dopo la raccolta alle mani esperte delle sue donne che eliminano dagli acini anche le più piccole parti vegetali residue. Il terreno della zona è marino, alluvionale e vulcanico e quindi adatto a vigneti a bacca rossa come Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Petit Verdot che qui assumono caratteristiche particolari rispetto ad altre zone d'Italia.L'orgoglio della tenuta e' Sapaio  prodotto simbolo dell'azienda la cui annata 2006 è stata la prima ad aggiudicarsi i tre bicchieri dalla Guida Il gambero rosso era il 3 anno di produzione  A questi si aggiunge Volpolo, che potremo definire il secondo vino della famiglia ma che comunque riesce a regalare ugualmente  delle grandi emozioni.Entrambi i vini sono costantemente seguiti da Carlo Ferrini considerato uno trai piu' esperti winemaker italiani ha ricevuto nel 2007 il " Wine Star Awards" come miglior enologo al mondo dalla prestigiosa guida americana Wine Enthusiast Per un numero limitato di happy few uniti dall'amore per i grandi vini Massimo Piccin in persona   presentera' una verticale di Sapaio quattro annate  a partire dall ultima in commercio il  2008.



 



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