Saranno Famosi.
i grandi vinaioli del domani
Un viaggio alla scoperta di sconosciuti talenti che saranno i grandi Chef de cave di domani in esclusiva per voi a La Corte di Villa Abbazia
PROSSIMO APPUNTAMENTO :
Per informazioni e prenotazioni (posti limitati) alla presente proposta potete telefonare al numero 0438 971761 oppure inviare una mail a:info@hotelabbazia.it
PROGRAMMAZIONE 2013: MAULE, FON, TAVKAR ( CARSO ) GIORGIO CLAI ( CROAZIA ) VERTICALE SASSICAIA, LA LA VIE EN ROSE ( champagne rose' ) FERRARI REASLING ...OLTRE LE ALPI
EVENTO PASSATO
Dona' Noir un grande Pinot nero del Sud Tirolo in
verticale
La Storia di Dona Harmann Il
DoloMITICO:
Hartmann Dona' giovane dal
curriculum eccezionale con capacità da vendere e un radioso futuro
davanti. Hartmann ha alle spalle una storia che sembra antica,
fatta di impegno e priva di clamori o eccessi di protagonismo. Con
abnegazione e perseveranza, s'è guadagnato i galloni sul campo,
brillando per costanza ed equilibrio. Nel corso degli anni ha
cesellato la propria personalità, incastrando tasselli fatti di
competenza ed esperienza, forgiando uno stile teso ed autonomo. Il
suo biglietto da visita è la vigna, la ricerca della qualità, un
fare enologico concreto e fine. I viaggi, le consulenze e la
continua voglia di crescita non lo allontanano moralmente dal suo
Sud Tirolo, e la voglia di portare avanti - sempre con maggiore
puntualità - i progetti personali, è solo sintomo di un legame
moderno col territorio.Quello che ti colpisce quando Hartmann parla
della sua terra è il suo amore per le viti. Cose quasi vecchie, dal
sapore antico, dai trenta ai cinquant'anni. Pinot nero,
soprattutto. Ma anche schiava, pinot bianco, chardonnay,
lagrein.
Tutti a Merano. Pochi ettari, rese bassissime, quindicimila
bottiglie. Per rendere l'idea.Ti guarda negli occhi e ti
dice che non gli pesa lavorarle da solo per cinque o sei settimane,
nonostante freddo e neve. Da lì la mente trae l'energia sufficiente
per affrontare l'anno successivo.Ti stupisce anche il fatto che in
così poco tempo il risultato del suo lavoro sia chiaro e definito.
Perchè no, Hartmann non segue le sue vigne da sempre, anzi. Dopo
enologia ci sono voluti più di dieci anni da Terlano, cantina di
numeri e di eccellenze a pochi chilometri da casa, prima di
decidere di smettere di vendere le uve ad altri e di intraprendere
la doppia attivita' di enologo imprenditore vinicolo.
Il pinot nero il gioello di famiglia, la prima annata
prodotta 2000 che anno dopo anno diventa sempre piu'
importante, un vino dalla bevuta impattante, di enorme
carattere, capace di coniugare complessità, intensità, eleganza.
Sul lungo periodo è capace di emergere in finezze, in sensazioni
sottili, a donare profondità.
E' cantina (e cantiniere) di cui si sentirà parlare sempre
di più.
Sicuro.
Un occasione da non perdere per riscoprire il piacere di una serata di grande livello enologico ma anche per vivere una vera ed unica esperienza quella di conoscere la storia di un vino destinato a diventare una realta' importante nel panorama enologico italiano in un futuro prossimo,una verticale di assaggi per capire come una promessa nel panorama dei vini d'Italia interpreta, anno dopo anno, lo spettacolo mutevole della natura
Una occasione anche per conoscere
lo Chef de cuisine Ivano Mestriner, il piu' giovane chef trevigiano
ad ottenere l' ambita Stella Michelin, che nei suoi piatti,
appositamente preparati per accompagnare questo grande vino,
esprime passione concretezza ed originalità,.
Vista l'intimità del nostro ristorante e trattandosi di una
manifestazione esclusiva, il numero dei posti è volutamente
limitato. Costo della serata per persona Euro 88,00
La storia del vitigno
Originario presumibilmente della Borgogna e capostipite della
famiglia dei pinot, da lui sono derivati il pinot grigio e il
bianco, deve probabilmente il suo nome alla caratteristica forma a
pigna del grappolo maturo. È il vitigno più antico in assoluto,
prodotto di uno dei primi interventi dell'uomo sulla vite
selvatica; già nel primo secolo avanti Cristo, epoca in cui i
Romani si spinsero in Gallia, Plinio, grande storico romano, parla
della "vitis allobrogica" coltivata in Borgogna. Da recenti studi
condotti presso la facoltà di agraria del'Università di Vienna è
emersa la presunta provenienza del Pinot nero dall'incrocio di un
vitigno di Meunier e Traminer aromatico. In Italia i primi
riferimenti a vitigni simili al Pinot risalgono al 1500 (Pineolo,
Pignolo gentile, Pignolo grappolato) coltivati sulle colline
piacentine e pavesi.
Il Pinot nero come lo conosciamo noi è coltivato in Italia dalla
metà del 1800 e deriva da selezioni francesi. Esiste in centinaia
di sottovarietà e di cloni; alcuni adatti alla produzione di vini
rossi; altri, dalla buccia più sottile, più adatti alla
vinificazione in bianco. Ha un carattere comportamentale variabile,
che lo fa interagire con l'ambiente che lo ospita in modo a volte
imprevedibile. È quindi fondamentale, per questo vitigno, la scelta
ottimale sia della zona che del terreno di coltivazione. Si tratta
di uno dei vitigni a bacca rossa più pregiati e difficili al mondo,
nel suo habitat naturale la Borgogna dà ancora oggi vini insuperati
per fascino ed eleganza. È una pianta che chiede molto, sia al
viticoltore che al vinificatore, non dà risultati regolari, ha
bisogno di climi relativamente freddi, con buona escursione termica
giorno/notte e, quando le condizioni e la qualità dei terreni lo
permettono (predilige quelli calcarei), è in grado di offrire vini
di rara bellezza. Per questo motivo è stato impiantato in quasi
tutte le regioni vinicole del mondo, ad eccezione di quelle con
climi caldi che produrrebbero vini "cotti", privi delle
caratteristiche che hanno reso tanto famoso il Pinot Noir. In
Francia ne sono stati riconosciuti ufficialmente ben 46 cloni.
I tesori di Famiglia di Massimo Piccin
La Storia: Tra le vigne
della Costa degli Etruschi.
Dove le colline verdi della Toscana incontrano il mar
Tirreno, a due passi dalla via per Bolgheri,
fiancheggiata dai cipressi che Giosuè Carducci celebrò nei suoi
versi nostalgici. Qui, sulla strada del vino della "Costa
degli Etruschi", sorge Podere Sapaio in una campagna
dove le paludi malsane di un tempo hanno lasciato posto a vitigni
rigogliosi, ulivi e macchia mediterranea. Questa terra con il suo
suolo ricco e l'aria mite ha smentito la convinzione di chi
considerava solo il Chianti la zona del vino per eccellenza in
Toscana.
Nel 1999 Massimo Piccin aiutato dal padre volle concretizzare qui il proprio sogno di una realtà nuova nel panorama vinicolo italiano, caratterizzata dal rispetto per l'unicità del territorio, raccolta fatta a mano, vinificazione e affinamento individuale per le uve di ogni vigneto. Un esempio di questa filosofia di lavoro è quello delle "balie da vino": Podere Sapaio per stile affida il primo processo dopo la raccolta alle mani esperte delle sue donne che eliminano dagli acini anche le più piccole parti vegetali residue. Il terreno della zona è marino, alluvionale e vulcanico e quindi adatto a vigneti a bacca rossa come Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Petit Verdot che qui assumono caratteristiche particolari rispetto ad altre zone d'Italia.L'orgoglio della tenuta e' Sapaio prodotto simbolo dell'azienda la cui annata 2006 è stata la prima ad aggiudicarsi i tre bicchieri dalla Guida Il gambero rosso era il 3 anno di produzione A questi si aggiunge Volpolo, che potremo definire il secondo vino della famiglia ma che comunque riesce a regalare ugualmente delle grandi emozioni.Entrambi i vini sono costantemente seguiti da Carlo Ferrini considerato uno trai piu' esperti winemaker italiani ha ricevuto nel 2007 il " Wine Star Awards" come miglior enologo al mondo dalla prestigiosa guida americana Wine Enthusiast Per un numero limitato di happy few uniti dall'amore per i grandi vini Massimo Piccin in persona presentera' una verticale di Sapaio quattro annate a partire dall ultima in commercio il 2008.

