Albergo a Treviso, costruzione 17° secolo, villa di lusso

Mostra del Cima da Conegliano


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26.02.2010 Mostra del Cima da Conegliano.
CONEGLIANO : PALAZZO SARCINELLI

...fino al 2giugno 2010

Per tale evento l'hotel ha preparato un pacchetto: che comprende pernottamento "Cena Veneta" ed ingresso alla mostra.Per informazioni chiamare il nostro numero 0438 971277 oppure inviare una mail a : info@hotelabbazia.it

Giovanni Battista Cima, il grande poeta del paesaggio, torna dopo 50 anni con una mostra interamente dedicata a lui. Una mostra da guardare, che lascia il segno per la capacità di riunire in un solo luogo, la sua città natale tanto amata, le sue opere più importanti. Occasione ghiotta per vedere dal vivo la terra dipinta dal grande artista, confrontando il paesaggio dei nostri giorni con quello che Cima lasciava impresso sulla tela. La mostra presenta, infatti, sovrapposizioni interessanti di brano dipinto e fotografie moderne, come un viaggio virtuale all'interno dell'opera stessa. Ma la mostra invita anche a percorrere un viaggio intorno al mondo, poiché riunisce in un solo luogo opere provenienti dai più grandi musei: dall'Hermitage di San Pietroburgo giungerà "L'Annunciazione"; dalla National Gallery di Londra "San Girolamo nel deserto" e altre tre opere; dalla National Gallery di Washington "La sacra conversazione"; dal Museo Puskin di Mosca "Deposizione", regalando stupore tra le grandi pale d'altare e le piccole opere a carattere sacro e mitologico, tra le precisione tecnica e la raffinatezza dei colori.
«Negli anni Novanta del Quattrocento è Cima, accanto a Giovanni Bellini, il grande inventore dei cieli e del paesaggio italiano - racconta Giovanni C. F. Villa, curatore della mostra - Reso con una poesia capace di valicare i secoli ed essere ancora attualissima, in valli e rocche definite dall'intensità di albe e tramonti che saldano uomini e natura in indissolubile unità. Da qui nasceranno Giorgione, Tiziano e la fondamentale stagione del Cinquecento veneto».
Tra gli eventi collaterali alla mostra si terrà un grande convegno internazionale sul restauro delle opere del Cima al quale parteciperanno i più grandi patroni della conservazione mondiale. Da non perdere!

Dopo Giovanni Bellini ed il Carpaccio, e prima di Giorgione, il pittore prediletto di Venezia rimase Cima da Conegliano; né ciò deve stupire, nessun maestro del tempo sapendo rendere al pari di lui l'atmosfera argentea che leggera e ampia bagna il paesaggio italiano». Bernard Berenson, autorevole storico dell'arte, descriveva così (nel 1919) Giovanni Battista Cima, detto Cima da Conegliano, pittore rinascimentale apprezzato in tutto il mondo che il prossimo anno tornerà virtualmente nella sua città natale che lo celebrerà con una mostra esclusiva.
Una sfida per Conegliano che si sta preparando ad accogliere quaranta opere del "suo" artista provenienti da tutti i più prestigiosi musei del mondo.
Dall'Hermitage di San Pietroburgo giungerà "L'Annunciazione"; dalla National Gallery di Londra "San Girolamo nel deserto" e altre tre opere; dalla National Gallery di Washington "La sacra conversazione"; dal Museo Puskin di Mosca "Deposizione".Dal 26 febbraio al 2 giugno 2010, a quasi cinquant'anni dall'ultima esposizione a lui dedicata allestita da Carlo Scarpa nel Palazzo dei Trecento di Treviso, Artematica allestirà a Palazzo Sarcinelli, fresco di restauro, l'esposizione di opere di Giovanni Battista Cima, nato a Conegliano presumibilmente (dall'estimo coneglianese) nel 1459 o 1460 e ivi probabilmente deceduto tra il 1517 ed il 1518. "Cima da Conegliano. Il poeta del paesaggio" è il titolo della mostra, la prima che la città dedica al suo artista, che gode del patrocinio di Comune, Provincia e Regione ed è curata da Giovanni Carlo Federico Villa il quale sarà coadiuvato da un comitato scientifico composto dai maggiori studiosi italiani e stranieri del Cima da Conegliano quali Peter Humfrey, David Alan Brown, Mauro Lucco e Matteo Ceriana.
«Negli anni Novanta del Quattrocento è Cima, accanto a Giovanni Bellini, il grande inventore dei cieli e del paesaggio italiano - racconta Giovanni C. F. Villa, curatore della mostra - Reso con una poesia capace di valicare i secoli ed essere ancora attualissima, in valli e rocche definite dall'intensità di albe e tramonti che saldano uomini e natura in indissolubile unità. Da qui nasceranno Giorgione, Tiziano e la fondamentale stagione del Cinquecento veneto».
La mostra, accanto alla preponderante produzione incentrata sulle rappresentazioni sacre, testimoniata da una scelta ristretta ai principali prototipi della devozionale "Madonna con il Bambino" e da alcune tra le più importanti pale d'altare tra cui spicca la Madonna in trono con il Bambino tra i Santi Giacomo e Girolamo della Pinacoteca civica di Palazzo Chiericati di Vicenza, porrà l'accento anche sull'importante produzione mitologica, in alcuni casi orientata alla creazione di cassoni nuziali; mentre una specifica sezione sarà dedicata alla grafica, esponendo la decina di fogli attribuita nel tempo al Cima.
«Artista tecnicamente sopraffino - afferma Villa - quello che caratterizza il suo profilo artistico è il rapporto con il paesaggio».
Tra gli eventi collaterali alla mostra si terrà un grande convegno internazionale sul restauro delle opere del Cima al quale parteciperanno i più grandi patroni della conservazione mondiale.

 

Notizie dell'Artista

Del pittore molti aspetti sono ancora avvolti in un cono d'ombra, e solo la possibilità di porre a confronto le sue opere può consentire di risolverli, soprattutto alla luce della scarsità di documenti emersi nel corso dei secoli. Se la sua data di nascita (1459 o 1460) è desumibile dall'estimo coneglianese del 1473, ove lo si identifica in un Joannes Cimator, immaginandolo dunque circa quattordicenne, età in cui si cominciava, secondo la normativa veneta, a pagare le tasse in proprio, le prime testimonianze artistiche sono quelle che narrano di un Magister Zambatista pictor pagato nel 1486 per un gonfalone della Scuola dei Calegheri di Conegliano, oltre all'orgogliosa firma e data Joanes Baptista de Conegliano fecit 1489 adì primo marzo, apposta sulla pala per la chiesa di San Bartolomeo a Vicenza. Proprio questa grande tela aprirà la mostra, andando a sottolineare immediatamente il problema della formazione di Cima.
L'assenza di fonti, infatti, non chiarisce questa questione prima del 1489, anno in cui si trasferisce da Conegliano a Venezia, dove apre una bottega autonoma. Nella città lagunare sarà pagato per varie pale d'altare nel 1494, nel 1499, nel 1504 e nel 1510.
Tra il 1500 e il 1515, alternerà il soggiorno veneziano a frequenti viaggi in Emilia, tra Parma, Bologna e Carpi, dove riceverà numerose commissioni per altari. Documentato per l'ultima volta a Conegliano nel 1516, quando effettua la dichiarazione delle tasse, muore tra il 2 ottobre 1517 e il novembre 1518, come desumibile dagli ultimi due certificati conosciuti.
La penuria di documentazione archivistica è in parte risarcita dalla grandezza assoluta di un artista che fin dagli esordi riuscì magistralmente, in uno stile di raffinato classicismo, a combinare la lezione pittorica di Giovanni Bellini con quella scultorea dei Lombardo, declinando poi la lezione di Antonello da Messina giuntagli per il tramite di Alvise Vivarini. Già Vasari, nell'edizione delle Vite del 1550, ne esaltava le doti, sottolineando come "Fece anco molte opere in Venezia, quasi nei medesimi tempi, Gio. Batista da Conigliano, discepolo di Gio. Bellino [...] e se costui non fosse morto giovane, si può credere che avrebbe paragonato il suo maestro".

"E negli anni Novanta del Quattrocento è Cima, accanto a Giovanni Bellini, il grande inventore dei cieli e del paesaggio italiano. Reso con una poesia capace di valicare i secoli ed essere ancora attualissima, in valli e rocche definite dall'intensità di albe e tramonti che saldano uomini e natura in indissolubile unità. Da qui nasceranno Giorgione, Tiziano e la fondamentale stagione del Cinquecento veneto" racconta Giovanni C.F. Villa.

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